I siti archeologici di Larino una risorsa da sfruttare.
I bellissimi mosaici delle Terme di Villa Zappone che molti cittadini di Larino non hanno ancora potuto ammirare : vi sembra giusto ?
Larino,
con il Palazzo
Ducale, le
splendide chiese
tra cui la
Cattedrale, il
primo Seminario
della
Cristianità, può
essere
considerata
Città d’arte
per eccellenza,
scrigno di una
ricca storia e,
visto i resti
dell’Anfiteatro
romano e di
altri edifici
antichi di epoca
romana,i
bellissimi
mosaici …. anche
uno dei siti
archeologici più
importanti del
Molise. Il Prof.
Lippolis Enzo
dell’Università
La Sapienza di
Roma ,
il12
febbraio 2008,
presso la Sala
Consiliare del
Comune di
Larino, durante
la presentazione
dei risultati
relativi agli
scavi del Casone,
iniziati la
scorsa estate,
ha illustrato ,
in modo
coinvolgente e
suggestivo, le
fasi evolutive ,
dal punto di
vista
urbanistico e
sociale , a cui
è andata
incontro Larinum
dall’epoca del
suo splendore
fino alla sua
decadenza. In
particolare la
relazione del
Professore si è
riferita al sito
dove sorgeva il
Foro,nei pressi
di “ Torre S.
Anna”,
circondato da
edifici con
pareti ornate da
marmi pregiati
provenienti
dall’Oriente ,
costruiti con
tecniche e
materiali
richiedenti
tanto lavoro,
probabilmente ,
di molti
schiavi, tutti
dati che
testimoniano
l’importanza, in
quell’epoca,
della nostra
Città,
sviluppatesi
rapidamente
anche perchè
sorta lungo
importanti
strade di
comunicazione.
In particolare
interessante
l’evoluzione di
un edificio,
probabilmente un
tempio, dotato
all’interno di
una piscina
utilizzata per
l’allevamento di
pesci, animali
collegabili alla
celebrazione di
riti dedicati
alla Magna Mater.
Il culto di
questa dea a
Larino è
dimostrato anche
da un epigrafe
riportata su una
lapide
attualmente
murata alla
parete orientale
dell’atrio del
Palazzo Ducale.
Successivamente
il tempio è
stato modificato
in una Basilica,
provvista di un
elegante
colonnato con
capitelli
corinzi di
splendida
fattura, poi
crollata forse
in seguito ad un
evento sismico.
Nella stessa
area sono
presenti resti
di edifici con
mosaici
bellissimi,
quale quello del
“ Polpo” o dei “
Pesci “. Il
Prof. Lippolis
ha poi mostrato
i resti
dell’edificio,
probabilmente ,
il Pretorio di
Larino nei
pressi del quale
è stata
rinvenuta una
lapide con
un’iscrizione
dedicata ad un
certo “Autonio
Iustiniano”,
primo
governatore del
territorio
geograficamente
corrispondente
all’incirca
all’attuale
Molise. Il
Professore ha
sottolineato,come
fatto unico tra
le città con
origini antiche
, la possibilità
per Larino ,
grazie
all’orazione Pro
Cluentio di
Cicerone , e al
rinvenimento di
numerose lapidi
con ricche
epigrafi , di
conoscere la
vita sociale e
il nome delle
famiglie più
importanti
della Larinum di
quell’epoca. Il
Prof. Lippolis
auspica che
l’operazione
degli scavi
possa continuare
anche nel
prossimo futuro,
questo
porterebbe alla
scoperta di
altri importanti
indizi per la
ricostruzione
della struttura
e della vita
sociale della
città antica..
Le operazioni di
scavo, con una
sinergia mai
verificatesi
prima, hanno
visto la
cooperazione di
enti quali , ad
esempio,la
Regione, la
Sovrintendenza
ai beni
archeologici,
l’Università La
Sapienza di Roma
, L’Università
del Molise…, ma
anche l’azione
di volontari e
validi studiosi
locali.
Successivamente
il Dr. Stelluti
Napoleone ha
brillantemente
illustrato parte
del lavoro che
porterà alla
pubblicazione di
un libro , a sua
firma , sulle
monete della
zecca di Ladinod
( Larinor ), una
studiosa
dell’Università
La Sapienza, la
Dr.essa Lepone
Antonella ha
illustrato i
lavori finora
compiuti al
Casone e,
mediante la
lettura di una
relazione della
Dr. essa Donata
Carrafelli, ha
reso noto i
risultati
ottenuti negli
scavi. La Dr.essa
Antonella
Minelli, docente
di Antropologia
Culturale alla
Facoltà di beni
Culturali
dell’Università
degli studi del
Molise ha
presentato i
risultati delle
analisi
effettuate sullo
scheletro della
tomba rinvenuta
nel sito
archeologico. In
particolare tra
i ritrovamenti
del Casone, di
rilievo alcune
monete e un
frammento di una
tavoletta di
bronzo con
iscrizione
latina
probabilmente
riferita ad una
norma giuridica.
Il Dr. Napoleone
Stelluti che ha
relazionato sul
frammento della
tavoletta di
bronzo, ha
riferito che
nell’iscrizione
sono stati
decifrati
termini che
fanno pensare ad
un testo di
legge che,
secondo un’
esperta, la Prof.esa
Marina
Valvassori di
Bergamo , si
potrebbe
trattare della
Lex Reputandarum,
promulgata nel
123-122 a.C.
Questi testi di
legge , venivano
riprodotti in
più copie e
divulgate nei
centri più
importatati e
municipi di
Provincia.
Il prof.
Lippolis Enzo ha
evidenziato
l’importanza di
poter comunicare
i risultati dei
lavori degli
scavi prima di
tutto ai
cittadini del
luogo e poi ai
visitatori della
Città. Ma come
fare se i siti
non sono
visitabili ?
Allora avanzo la
mia prima
proposta : anche
con il
coinvolgimento
di associazioni
e studiosi
locali, e a
Larino abbiamo
le specifiche
risorse umane,
in
collaborazione
con l’Università
e la
Sovrintendenza
ai beni
archeologici, si
dovrebbero
organizzare
visite guidate
ai siti
archeologici
rivolte alle
scuole, ai
cittadini locali
e ai numerosi
turisti che
d’estate
affollano la
coste molisane.
Inoltre un’altra
proposta la
rivolgo al Dr.
Pagano,
Soprintendente
ai Beni
Archeologici,
presente nella
presentazione
dei risultati
degli scavi al
Casone il 12
febbraio presso
la Sala
Consiliare .In
attesa
dell’apertura
del museo di
Villa Zappone, è
opportuno
utilizzare il
“contenitore”
rappresentato
dal restaurato
Palazzo Ducale e
nello stesso
provvedere, in
modo ufficiale,
all’apertura
del Museo
Civico. Dopo
aver spostato la
biblioteca in
uno dei locali
dell’ex carcere,
si dovrebbero
utilizzare tutti
i locali del
Museo Civico per
l’esposizione di
reperti
archeologici
,opportunamente
ordinati secondo
uno specifico
percorso.
Ricordo che nei
locali del museo
sono custoditi ,
tra l’altro, dei
bellissimi
mosaici a
partire da
quello “ della
Lupa”.
Dovrebbero
essere riportati
nel Museo Civico
di Larino i
reperti più
significativi
che si trovano
nei magazzini
della
Sovrintendenza e
in alcuni musei
molisani e di
altre regioni.
Faciliteremo
così agli
abitanti e ai
visitatori della
nostra città
l’acquisizione
di conoscenze
relative alla
gloriosa storia
della nostra
Città. Inoltre
l’apertura del
Museo Civico
offrirebbe alle
persone
competenti e
preparate della
nostra comunità
di poter
svolgere la
propria
professione e
realizzarsi
pienamente
evitando di
emigrare.
Al Dr. Pagano
inoltre ricordo
che la Pro Loco
di Larino
attende da mesi
la firma della
convenzione che
prevede la
cessione,
all’associazione
culturale, dei
siti del Parco
archeologico, ad
esempio
l’Anfiteatro,
in cui già è
terminato il
lavoro di
ricerca e
restauro da
parte della
Sovrintendenza.
All’assessore
Arco Sandro,
presente nella
manifestazione
in
rappresentanza
della Regione,
che a ragione è
orgoglioso
dell’apertura
del corso per
restauratori a
Civitacampomarano,
chiedo di
pensare per
Larino ad un
corso
universitario
relativo al
recupero e alla
conservazione
dei reperti
archeologici,
magari in
collaborazione
con l’Università
La Sapienza di
Roma. Non solo
si
evidenzierebbe
l’importanza
della nostra
Città come sito
rilevante dal
punto di vista
archeologico, ma
potrebbero
essere
effettuati in
modo
continuativo gli
scavi
archeologici, a
cominciare dal
sito abbandonato
di Via Iovine,
con la
possibilità di
riportare alla
luce altri
importanti
frammenti della
storia
dell’antica
città romana e
frentana.
Larino chiede
questo ai
politici
regionali e
nazionali, alla
Sovrintendenza
ai Beni
archeologici,
perché abbinando
le ricchezze
archeologiche,
alle bellezze
naturalistiche e
ricreative, ai
prodotti
enogastronomici
di qualità, alla
ricca storia ,
all’affascinante
e coinvolgente
folklore
potrebbe
giocarsi in modo
convincente la
carta del
turismo
culturale,
importante
risorsa per uno
sviluppo non
solo della
nostra Città ma
di tutto il
depresso
Circondario.
