Lo
scorso anno ci ha pensato un
olio “Gentile di Larino” di
“Ars Vivendi” di Aristide
Vitello a vincere la
selezione territoriale di
uno dei più importanti e
qualificati concorsi
internazionali, il Biol.
Quest’anno
la vittoria è andata alla
Cooperativa olearia larinese,
con l’olio “Biosapori”, a
confermare la bontà di un
territorio e il ruolo di una
struttura associata
nell’opera di promozione e
valorizzazione della varietà
“Gentile di Larino” e del
suo olio, che un numero
sempre più grande di
consumatori impara a
conoscere e ad apprezzare
per le sue spiccate
proprietà organolettiche.
Un
premio ancora più
significativo perché
riguarda un prodotto
proveniente dalla
coltivazione di olivi non
concimati con prodotti
chimici, né trattati con
veleni, ma esclusivamente
con materiale organico e con
pratiche colturali che
privilegiano gli equilibri
naturali, soprattutto nella
lotta ai parassiti
dell’olivo.
Non è
il primo premio conquistato,
nel corso di quest’ultimo
decennio, dalla Cooperativa
Olearia Larinese, ma
sicuramente il più
prestigioso e quello che le
darà nuovo coraggio, e,
nuova spinta ad andare
avanti sulla strada della
qualità e della diversità
che, come si sa, è una
strada in salita perché
pretende impegno, sacrifici
ed investimentiè, ma che poi
si apre ai successi ed ai
risultati commerciali e di
immagine. Tanto più oggi che
viene richiesta, non solo
dal consumatore esigente e
conoscitore dei caratteri
che affermano la qualità di
un olio, la tracciabilità di
questo prodotto quale
garanzia della qualità,
soprattutto per lo stretto
rapporto dell’olio di
qualità con la salute.
Un
premio che porta in alto il
nome di una capitale
dell’olio, qual’ è Larino,
con le sue tre varietà
autoctone, la “Gentile” come
si è già detto, la “Saligna”
o “Saligna” e la “S.Pardo”,
una oliva a duplice
attitudine che mette a
disposizione dei carri i
suoi rami per la grande
sfilata; con il suo
territorio vocato da sempre
all’olivicoltura e le sue
antiche tradizioni; con la
nascita dell’Associazione
Nazionale delle Città
dell’Olio. Ma che dà
prestigio all’intera
olivicoltura molisana che
vanta, con l’olivo di
Venafro, il primato nella
storia della qualità.
Bisogna
dire grazie al Presidente
Antonio Di Lena ed ai suoi
più stretti collaboratori,
all’autore dell’olio che ha
vinto, Alessandro Patuto,
per il prestigio che
continuano a dare ad un
prodotto che testimonia un
territorio e lo rende
prezioso. E’, l’olio, il
nostro “genius loci”, quello
che può dare una spinta
notevole al rilancio della
Agricoltura, un settore,
oggi più che mai, al centro
di quello sviluppo diverso
di cui ha bisogno Larino ed
il Molise: Un grande
comunicatore, l’olio
“Gentile di Larino”, di una
realtà e, come tale, un
importante strumento di
promozione turistica che
serve a trovare, in tempi
brevi, le soluzioni giuste
per dare una risposta,
soprattutto ai giovani.
A
rafforzare l’idea che le
potenzialità ci sono, c’è la
presenza, fra gli oli
selezionati, di altre
aziende di Larino, come “Ars
vivendi” e La Casa del Vento
con l’”Olio di Flora” già
vincitore del Concorso
“Goccia d’Oro” e poi altre
del Molise, come l’azienda
Colonna di S.Martino in
Pensilis, la Masseria
Casolani di Casacalenda,
l’azienda Principe
Pignatelli di Monteroduni in
Provincia di Isernia e
l’Oleificio Cooperativo
“S.Giovanni” di Colletorto.
Si
tratta, come insegna la
Cooperativa Olearia Larinese,
di sapere sfruttare queste
potenzialità che il
territorio ci mette a
disposizione per pensare con
fiducia al domani di Larino
e del Molise.
Pasquale Di Lena