E’ GIARDINO A DEFINIRE MODESTO IL BILANCIO PRESENTATO ED APPROVATO SABATO NOTTE DALLA SUA MAGGIORANZA.
Primi scricchiolii con Caranfa che abbandona il Consiglio perché non considerato.
Il vuoto dell’assessore alla Sanità con l’ospedale che viene privato delle sue eccellenze e dei più importanti servizi.
Raccontare le sei ore della seduta di ieri sera del consiglio comunale non è facile, soprattutto per le questioni poste all’odg., con la interrogazione di Cataffo sulla sanità, che ha dato modo di mettere in luce il linguaggio di un assessore che (l’ha detto lui), non ha alcun potere, con una delega che è solo sulla carta.
Ma che, comunque, di fronte ai disastri finanziari di centinaia di milioni di euro accumulati da Iorio e dai suoi governi di centro destra, alla presenza della De Camillis, e, di fronte alle scelte che questo governo ha fatto e sta facendo contro l’ospedale di Larino, ha cercato di insinuare l’idea (è parte del suo carattere) che tutto il male che questo nostro ospedale soffre e i pericoli che oggi corre, sono da attribuire al governo Veneziale e ad Astore, allora Assessore alla sanità.
In pratica ha lanciato (com’è sua abitudine) solo sassi, ritirando subito la mano per non dire nulla, come ha avuto modo di sottolineare più volte Cataffo, rispetto alle questioni pesanti poste dalla interrogazione.
Più o meno il comportamento del Sindaco di fronte alla interrogazione del Consigliere Di Bello (riportata sul nostro sito e diffusa da questa redazione al pari di quella di Cataffo) sulla delega e l’incarico dato a Pascarella, il tecnico padre dell’attuale assessore ai lavori pubblici.
Tra le altre questioni poste ce ne erano tre, una più pesante dell’altra: le linee programmatiche, il piano triennale dei lavori pubblici e il Bilancio.
Tre documenti messi a disposizione dei consiglieri della opposizione il giorno prima, senza uno straccio di relazione di accompagnamento a documenti fondamentali per la discussione, ma, ancor più, per il futuro della nostra città.
Un modo per non permettere, come ha avuto modo di ribadire più volte il consigliere Di Lena, a chi vuole svolgere pienamente il proprio ruolo di opposizione, di farlo attraverso la consultazione degli atti e lo sviluppo di un confronto dialettico.
L’impressione è che questo confronto non ha senso, visto che possono fare quello che vogliono con un Giardino che comincia a sentire qualche spiffero, dopo le dichiarazioni di “amore” del suo consigliere Caranfa, che si è assentato per far capire che non era soddisfatto del fatto che, anche questa volta, gli è stato negato un riconoscimento, dopo i voti portati a metà aprile, e cioè la possibilità di entrare nella maggioranza di governo dell’Unione dei Comuni, là dove Giardino già è stato fatto oggetto di una delega di assessore.
Nel merito dei documenti sopra citati e, in particolare, le linee programmatiche e il Bilancio di previsione dei prossimi tre anni, normalmente legati l’uno all’altro, sono stati presentati, in modo separato, anche sotto l’aspetto concettuale, con un solo minimo comune denominatore, la continuità di una impostazione politico-programmatica che non tiene conto di una realtà generale, e particolare, profondamente cambiata e, c’è di più, che va cambiando ogni giorno con grande velocità.
Una impostazione che ha bloccato Larino alle logiche del sottogoverno e delle spartizioni, allo sviluppo della cementificazione ed al potere degli studi tecnici, alla cultura che non tiene conto dei valori del territorio, che per Larino ed il Molise, vogliono dire risorse, alla creazione dell’asse preferenziale Isernia, Campobasso, Termoli.
Infatti al nutrito pacchetto di opere pubbliche, diligentemente preparato dalla vecchia amministrazione Anacoreta, il bilancio presentato ha risposto con una decurtazione dei pochi spiccioli per il turismo e la cultura ed il vuoto delle cifre, cioè zero, ad attività come agricoltura e artigianato.
Il consigliere Di Lena ha solo ricordato i pericoli che pesano sull’agricoltura, cioè la base fondamentale di questo nostro territorio, con le situazioni aperte del Consorzio di Bonifica, lo zuccherificio, il Conservificio ed altre strutture.
Di fronte ai rilievi posti da tutti i consiglieri dell’opposizione, Giardino ed i suoi si sono nascosti dietro al velo del poco tempo, senza rendersi conto che si vedevano e facevano capire bene dove intendono andare: portare avanti la normale amministrazione per non fare le scelte di cui ha bisogno il nostro paese, essenziali per salvare quello che ha e per dare, con le idee e la progettualità, sapendo, però, da dove partire, quali risorse salvaguardare e tutelare per spenderle sul mercato, affidando ad esse la rinascita di questo paese e metterlo in mano ai giovani che ad esso vogliono dare diversamente da come è abituata a fare la classe dirigente che l’ha governato fino ad ora e, come si è potuto capire ieri notte, continua a governare. C’è un esempio lampante che dimostra quante energie ha questo paese per rendere possibile un cambiamento di fondo ed è quello dell’associazionismo che vede tanti giovani impegnati nel segno del volontariato e che sono quelli che da anni stanno dando una immagine positiva alla nostra città.
Dalle cifre lette e raccontate sono proprio queste passioni e queste disponibilità ad essere penalizzate.
La Redazione di LarinoViva.it
