Il Presidente de
“il Melograno”
don Antonio
Mastantuono è
stato il
moderatore
dell’incontro
sul tema che si
è svolto a
Larino giovedì
scorso
A 140 anni
dalla sua
fondazione,
l’Azione
Cattolica scrive
un Manifesto al
Paese per
riaffermare il
primato del bene
comune e
l’attualità del
Vangelo
Il Presidente
nazionale
dell’Azione
Cattolica
Italiana Luigi
Alici ed il
giornalista del
TG 1 Fabio
Zavattaro sono
stati i relatori
del convegno
promosso dalla
Comunità
Pastorale di
Larino e del
Centro Sociale
“il Melograno”
LARINO.
Un Paese,
l’Italia, che merita un
futuro all’altezza del
proprio patrimonio di fede
cristiana, di cultura
umanistica e scientifica, di
passione civile e di
solidarietà sociale, ha
diritto alla speranza.
Incontro alla gente, nel
segno di un ethos condiviso,
secondo uno spirito di
autentica laicità,
ricercando un’armonia sempre
possibile tra piazze e
campanili.
Così recita
il manifesto dell’Azione
Cattolica, nell’anno in cui
si celebra il 140°
anniversario dalla
fondazione e a quarant’anni
dall’inizio del rinnovamento
dell’Ac, che è iniziata dal
Concilio Vaticano II.
Un
momento storico, quello
attuale, dalle tante valenze
non solo cristiane, ma
soprattutto sociali, che la
Comunità Pastorale
di Larino
ed il Centro
Sociale “il Melograno”
hanno voluto approfondire
con il contributo del
Presidente Nazionale
dell’Azione Cattolica, il
professor Luigi ALICI,
ed il giornalista
vaticanista del TG1 Fabio
Zavattaro,
relatori d’eccezione del
Convegno dal titolo “I
cattolici italiani tra
piazze e campanili”, che si
è svolto ieri pomeriggio – 7
febbraio 2008 – nella sala
conferenze de “il
Melograno”.
Moderati
dal Presidente de “il
Melograno” don
Antonio
MASTANTUONO,
Assistente Nazionale Mieac e
Mlac, Docente di Teologia
Pastorale alla Pontificia
Facoltà Teologica
dell'Italia meridionale, l’incontro è stato l’occasione per indagare il
messaggio che l’Azione
Cattolica ha voluto lanciare
attraverso il suo Manifesto,
“in cui ha espresso un
giudizio preoccupato per
l’Italia ed al contempo ha
rinnovato la propria
disponibilità nel mettersi
al servizio del Paese”,
ha introdotto don Antonio
Mastantuono, affidando al
giornalista del TG1 Fabio
Zavattaro il compito di
“intervistare” il Presidente
Nazionale dell’Azione
Cattolica, il professor
Luigi Alici.
Un’occasione
per fare il punto a quarant’anni
dalla riscrittura del
proprio statuto – ha
esordito il professor Alici
– ma soprattutto per gettare
lo sguardo oltre il recinto
del “difetto di futuro e
della capacità di impegnarsi”
di cui soffrono le nuove
generazioni, cui è negata la
possibilità di immaginare il
futuro anche nel breve
periodo.
“Prima
dell’insediamento della
Legislatura appena
conclusasi, l’Azione
Cattolica aveva scritto una
lettera aperta a tutti i
parlamentari, di entrambi
gli schieramenti, in cui si
segnalavano alcune questioni
nodali da affrontare, quali
il patto costituzionale,
l’universalità della vita e
della pace (che non devono
essere appaltate tra le due
coalizioni politiche), la
questione morale”. Tutte
raccomandazioni andate
disattese, ha detto con
rammarico il Presidente
dell’Ac, perché nel tessuto
politico si è smarrita la
cultura del bene comune e
della conseguente
legittimazione reciproca.
“Esiste
un paniere di beni
irrinunciabili che deve
porsi come precondizione
necessaria ad un patto
bypartisan tra i due poli
– ha continuato Luigi Alici,
rispondendo alla domanda di
Fabio Zavattaro sul rapporto
tra Chiesa e politica –
perché la classe dirigente
italiana non può immaginare
di governare il Paese
attraverso lotte manichee,
che generano solo patetiche
personalizzazioni in cui il
programma politico soggiace
alla sistematica
demonizzazione
dell’avversario. Un gioco al
massacro a cui i media,
troppo spesso, assistono
divertiti, abbassando il
livello di attenzione nei
confronti dei problemi reali
della società”. E poi il
monito ai politici, vecchi e
nuovi, a “non
ostentare puerilmente e
pietosamente la propria fede
cattolica, coinvolgendo e
strumentalizzando la Chiesa.
I cattolici non sono e non
vogliono essere trattati
come analfabeti politici,
perché sono tranquillamente
in grado di giudicare i
propri rappresentanti
istituzionali dal loro
operato. E chi vuole
scendere in politica, lo fa
a titolo personale”.
Insomma,l’Azione Cattolica
che si affaccia nel terzo
millennio riprogramma la
propria azione a partire da
un rinnovato concetto di
Bene Comune. Inteso non come
la somma degli interessi
particolari, ma come la
moltiplicazioni di questi.
Cosicché, anche chi è ai
margini della nostra
società, l’ultimo, non venga
mai considerato uno
<<zero>>, perché in questo
modo il risultato della
moltiplicazione degli
interessi sarebbe sempre
annullato.
“Semplicemente,
l’invito evangelico a
partire dagli ultimi. E
allora il vero obiettivo è
quello di ritrovare le
radici del Bene Comune –
ha esortato in conclusione
il professor Alici –
nella
consapevolezza che l’impegno
di ognuno non deve mai
essere finalizzato ad
interessi particolari. Ed i
cattolici non devono cedere
alla tentazione di giudicare
gli imperativi morali della
Fede incompatibili con la
crudezza della vita reale.
Perché la grande sfida dei
credenti rimane quella di
annunciare che il tempo del
Vangelo è ‘adesso’ e che
quando si passa dalla sfera
personale a quella pubblica
non bisogna cambiare
registro morale. Dunque, tra
la trascendenza
dell’infinito e l’ordinarietà
del quotidiano, è
indispensabile costruire
ponti tra le realtà dei
campanili e quelle delle
piazze, consapevoli che
anche la politica ha bisogno
di un Cielo sopra la testa.
Il convegno
si è concluso con il
consueto dibattito che i
relatori hanno avuto con il
pubblico intervenuto nella
sala conferenze de “il
Melograno”.
Larino, lì 8
febbraio 2008
Ufficio
Stampa
“il
Melograno”
Ennio Di
Loreto