Primarie, candidati e santi. Larino alla ricerca di sé stessa

Antonio Picariello

Parliamo di linguaggio prima di iniziare lo sfogo usuale delle parole che anticipano gli eventi elettorali. Larino dovrà scegliere il suo sindaco e la giunta alle elezioni di maggio, il mese della festa patronale, il tempo del  rimpatrio  degli emigranti che come uccelli felici, le belle rondini della primavera, tornano a vedere i loro nidi lasciati alle sorti della loro tribù autoctona. Non sarà un bello spettacolo quest’anno per chi ritorna dall’Australia visto le condizioni e la custodia che un sindaco mancante ha fatto del loro monumento. Sindaco mancante  quasi in tutto, ma certamente  fantasmagorico nella  rappresentanza  alle manifestazioni culturali (e non solo) che gli competevano  per protocollo, ma anche per dovere all’immagine della comunità che avrebbe dovuto rappresentare. Una comunità salubre atta a concepire manifestazioni di altissimo livello come la messa in scena nella città del presepe vivente organizzato, chiaramente dalla gente che vive il luogo che gli appartiene. Che poi la stessa gente decida di lasciarsi dondolare dalle chiacchiere dei fantasmi rampanti, questo motivo è tutto da scoprire. Ci aiuta la storia. Crollo del sindaco Sabbetti addetto allo stile documenti, circolari e conflitti, non fosse altro per la sua laurea in ingegneria che lo avrebbe deviato al fascino della giurisprudenza restandone incantato come una beata cantata lubrificante   trasferita da “amor che nulla amato amar perdona” alle imprese di Èmile Zola della Parigi ottocentesca. Segue Commissario Prefettizio alla sua prima esperienza. Terremoto. Presentazione di un gruppo di nuova generazione, maggioranza medici, ragionieri, economisti qualche imprenditore nessun umanista. Presentano un programma con tanto di libretto a colori, fotografano le loro figure e i reperti archeologici, sorridono alla gente, la vera gente che autonomamente organizza il presepe vivente dando prova di quale  potenzialità è composta la forza e la conoscenza della comunità: ad elezioni avvenute il libretto referenziale scompare e con esso l’unità propagandata dalla volontà del giovane gruppo generazionale. Neanche a metà mandato la maggioranza entra in fibrillazione; una sistole si interrompe perché ritiene l’operato del muscolo non a ritmo con l’organismo generale. Il giovane sindaco diventa fantasma e manifesta questa sua vocazione anche attraverso l’enunciazione dei consigli comunali che avvengono puntualmente nelle ore proibitive alla venuta in massa dei cittadini. Si comincia a temere che il primo cittadino, in arte professore di educazione fisica e dirigente di un settore agrario, un amante della campagna come lui stesso si definisce, …possa avere paura del pubblico. La sindrome esiste, chi non ha potenzialità per governare la platea reagisce con l’aggressione e puntualmente avviene che il  rappresentante della città si scontra apertamente, non in maniera gladiatoria come è canonico stile politico, ma con la greggia maniera dei “muscolanti” dove la scuola diplomatica, a ragion o a torto, è un software per film digitali e il governatore regionale, che la politica l’ha scelta come mestiere, a questo tipo di cinematografia preferisce le televisioni e le conferenze. Così il popolo di Larino, attraverso il suo rappresentante,  si marchia  con l’immagine di ingrata ospitalità. Reato gravissimo tra il popolo del deserto e della cristianità. Così si procede, stile asilo da tre a cinque  anni: “Tu sei brutto” contro “Tu sei più brutto di me”, con finale: “Lo dico alla mamma”. Oggi aleggia lo spirito salubre  delle primarie.  Adesso cominciano le chiacchiere. -Senza voler ritornare sulle modalità, responsabilità  o forse ingenuità che  hanno portato a questa situazione emergenziale,  credo sia necessario che la Sezione discuta per trovare una soluzione politica, capace di condurre la coalizione alla vittoria e ridare dignità e ruolo ai  … e, nel prossimo futuro, al Partito …., e in tal senso ritengo  dare un contributo[…].Con altrettanta chiarezza va  evidenziato che, alle elezioni comunali di primavera,una riproposizione statica del centro-sinistra, allo stato parziale e incompleto che tuttavia necessita di essere integrato e anche ampliato,  non susciterebbe il necessario entusiasmo tra la gente,  non porterebbe alcun vantaggio a Larino, ma solo ulteriori divisioni e ritardi. Bene, se questo è lo stile e il linguaggio che si dovrà scortare per poter restare convinti della  qualità dei candidati in palio, il popolo di Larino farà meglio a “riguardarsi”. Un salubre Peppone e Don Camillo di Giovannino Guareschi è certamente più attuale e giovane di questa imbracatura.