Egregio presidente,
ho
ricevuto oggi dal segretario provinciale la
comunicazione con prot. n. 0029304 avente per
oggetto “avvio procedimento revoca” con la quale mi
si porta a conoscenza che e’ sua intenzione
revocarmi l’incarico di assessore conferitomi con
disposizione presidenziale n. 164 del 26 giugno
2006.
Le
motivazioni addotte riguarderebbero:
1. le mie continue assenze nelle sedute della
giunta provinciale;
2. l’assenza ingiustificata alla seduta
consiliare in cui si e’ discusso il bilancio di
previsione 2008;
3. il tentativo di proporre atti deliberativi
in contrasto con il consolidato orientamento
programmatico;
4. il limitato tempo che io avrei dedicato
all’impegno assessorile che ha comportato difficoltà
operative nelle attività delle materie pertinenti la
mia delega;
5. l’affievolirsi del rapporto di fiducia.
Lei
sa bene, presidente, che queste sono motivazioni
ridicole e false, che nascondono quelle vere e
inconfessabili.
A
titolo informativo e per esigenza di verità le
faccio presente:
1. le mie assenze in giunta si riferiscono
all’ultimo mese, periodo in cui sono stato impegnato
nella campagna elettorale come candidato al
parlamento ed al consiglio comunale di Larino; prima
di allora sono mancato in giunta solo per motivi
familiari ( nel mese di aprile 2007) e purtroppo
nelle giunte non programmate per tempo e/o convocate
in giorni in cui motivi inderogabili di lavoro ( si
dà il caso che io non viva di politica) mi hanno
impedito di essere presente;
2. la mia assenza al consiglio provinciale ,
ultimo scorso,, unica nel corso dei miei quasi due
anni di assessore, è dovuta alla contemporanea
convocazione dell’ultimo consiglio comunale del mio
paese alla quale non ho voluto mancare, essendo
consigliere comunale uscente;
3. per quanto poi riguarda il tentativo di
proporre atti deliberativi in contrasto con il
consolidato orientamento programmatico non so
sinceramente a che cosa si riferisca visto che tali
atti non vengono meglio specificati e, pertanto,
devo pensare che voglia intendere alla delibera n.
42 del 26 febbraio 2008 avente per oggetto
“interventi nel campo della promozione turistica,
riprese televisive sul territorio” e più in
particolare in riferimento a un documentario che
sarebbe dovuto essere proiettato su Rai 3 nel corso
del programma “Geo&geo”, il cui costo quantificabile
in circa mille euro, ( le sole spese di ospitalità,
in quanto nulla la Provincia doveva per le riprese).
Questa mia proposta è stato da lei bocciata in
giunta, anche con modi poco ortodossi, con la
motivazione che stavo presentando un atto
illegittimo; a tal proposito le voglio ricordare che
la stessa iniziativa riguardante “L’altopiano del
cavallo pentro” e con una spesa, ben superiore, di
2.680.euro e’ stata approvata dalla Provincia di
Isernia nel dicembre 2006 con una semplice determina
dirigenziale. Ma, forse, lei si riferisce anche alla
mia proposta di contributo di 2.000 euro alla scuola
calcio del mio paese, finalizzato alla
partecipazione di una rappresentativa di calciatori
allievi , non solo di Larino, ma anche di Termoli,
Colletorto e San Martino ad un torneo di calcio a
Manchester; proposta, manco a dirlo, che lei non ha
voluto accettare, con la motivazione che la
Provincia non finanzia il calcio; il calcio no, ma
il ciclismo sì soprattutto se riguarda gare che si
svolgono a Montenero (vedi delibera con la quale si
concedono 1000 euro per comprare premi per una gara
ciclistica , prosciutti e cose varie).Se questi sono
atti deliberativi contrari alle finalità delle
deleghe che ricopro, allora mi chiedo che cosa
dovrebbe fare un assessore al turismo ed allo sport?
4. E veniamo al limitato tempo dedicato
all’impegno assessorile; devo pensare, presidente,
che lei non sappia che io ho continuato ad
esercitare la mia attività lavorativa, utilizzando
per i miei compiti istituzionali i permessi previsti
dalla legge e cioè 24 ore mensili e il tempo
necessario per la partecipazione alle sedute di
giunta senza, per questo, approfittarne per non
creare eccessivo disservizio alla struttura
ospedaliera presso la quale presto la mia opera. Ciò
nonostante, in questi 2 anni sono stato presente in
sede quasi tutti i lunedì e i martedì, portando
avanti progetti importanti e lavorando sodo.Sembra,
quasi, che il fatto che io abbia continuato a
svolgere il mio lavoro di medico a lei dia fastidio,
come chi, pensa, che non si possa svolgere un
mandato istituzionale lavorando;
5. Non riesco a capire di quale affievolito
rapporto di fiducia lei parli dal momento che io ho
avuto l’impressione che da parte sua non ci sia mai
stato nei miei confronti alcuna fiducia e alcuno
spirito di collaborazione. Se, poi, lei intende per
rapporto di fiducia la supina e incondizionata
accettazione delle sue idee e dei suoi desideri in
ogni momento, ebbene, allora, io non posso e non
potrò mai godere della sua fiducia perché mi ritengo
un uomo libero e non già un servo.
Pertanto, egregio presidente, vorrei che
riconoscesse, ma poco ci credo, che le accuse
rivoltemi, che sono anche lesive della mia persona,
non hanno alcun fondamento, mentre sono sempre più
convinto che il mio peccato più grande sia stato
quello di non aver voluto accettare il suo invito,
più volte rivoltomi in giunta e davanti al
segretario provinciale, di non candidarmi alle
elezioni comunali di Larino con una lista civica ma
di appoggiare la lista del suo “ amico” Pasquale Di
Lena dal quale mi dividevano non solo impostazioni
programmatiche, ma anche incompatibilità con alcuni
suoi candidati. Oggi che quella lista è risultata
sconfitta, bisogna trovare il capro espiatorio per
giustificare l’ennesima sconfitta del
centro-sinistra e chi, più di Rainone, lo può
rappresentare e, così, approfittare anche per darmi
una esemplare “punizione” per aver osato dissentire
dai suoi “desiderata”. Ritengo le sue accuse puerili
e capziose, e , delle stesse, certamente io non
terro’ alcun conto,consapevole, come sono,di aver
fatto della dignita’e della liberta’ personale una
ragione di vita.
Ho
sempre, ingenuamente, pensato che l’operato di un
assessore o di un politico in genere vada giudicato
su quello che fa, sui progetti che realizza, ma mi
sono, invece, dovuto accorgere, amaramente, a mie
spese che l’unico criterio che vige in Provincia e
quello di non dissentire mai da quello che decide
lei.
E
dire che avevo cominciato la mia esperienza in
Provincia con tanta voglia di lavorare, ma poi, mi
sono accorto, che la mia libertà di agire era quasi
nulla; per qualunque cosa bisognava chiedere il suo
assenso, così che ad un certo punto mi e’ sembrato
doveroso riconoscere, che, forse, aveva ragione chi
, anche tra i miei cittadini elettori, mi ha spesso
definito “ assessore del nulla” ed è, probabilmente,
quello che lei voleva, annullandomi politicamente
nel collegio elettorale, dove pure avevo riportato
un lusinghiero successo ,che poteva dare ombra e
fastidio ad altri rappresentanti ben più funzionali
al suo partito di riferimento. (Vedi le condizioni
disastrate delle strade provinciali di Larino, che,
a dispetto delle mie ripetute richieste di
interventi, sono state lasciate nel più desolante
abbandono, mentre puntuale ed efficiente è stata la
manutenzione di quelle di Montenero).
Ho
sopportato, comunque, tutto ciò in silenzio e nel
rispetto di chi ( quasi mille elettori) ha voluto
accordarmi la propria fiducia, per evitare che si
potesse dire , dopo l’esperienza precedente avuta
con il sindaco Anacoreta, che Rainone fosse il
solito “ rompiballe”.
Credo che l’incompatibilità tra lei e me è data
anche, soprattutto, dal fatto che lei non ha mai
accettato il mio modo di concepire la politica come
servizio al cittadino, un esempio negativo ed anche
pericoloso, per chi come lei, e non solo, forse,
crede, ancora, che la politica sia pura e semplice
gestione del potere.
Per
fortuna c’è ancora chi non ha bisogno di una
poltrona politica per poter vivere dignitosamente
con quel lavoro, che ho dovuto conquistare con tanti
sacrifici e che, pertanto, mi permette, forse mai
abbastanza, di capire i problemi di tanta gente che
non ha lavoro e di tanti giovani precari che ogni
giorno devono umiliarsi per chiedere il diritto al
lavoro.
Con
la presente, pertanto, le formalizzo le mie
dimissioni da assessore con delega al turismo, sport
e rapporti con i molisani nel mondo, con la speranza
che questo mio atto possa far riflettere i cittadini
di Larino ed i Molisani tutti.
Devo anche considerare che quanto avvenuto nelle
ultime elezioni( vedi la mancata rielezione di Ruta
e Massa) non sia stato per lei di nessun
insegnamento, continuando nei suoi modi da vecchio
“stalinista”
Alla fine le confesso, che piuttosto che essere un “
burattino” nelle sue mani preferisco tornare ad
essere un cittadino libero, libero di pensare,
libero di agire.
Dott.Rainone Franco