SCOLPIAMO LA NOSTRA TERRA

 

Il 24 maggio 2008, alla vigilia dei festeggiamenti per S. Pardo,  verrà inaugurata a Larino un’estemporanea di scultura presso la Sala Panel e la sede dei Cavalieri frentani( retro del Palazzo Ducale). All’estemporanea verranno esposte le opere della scultrice Valeria Vitulli di Larino e degli artisti Giorgio Frizzarin, Claudio Ferrarini, Francesco Procino, Claudio Vimercati, Pardo Malorni dell’associazione OLMO D’ORO di Carugate ( Mi ).

Il 24 maggio alle ore 19.10, dalla Cattedrale, dopo l’esecuzione della laudata di S. Pardo, cantata da Leonardo Malaspina e Pardo Bavota, partirà un corteo inaugurale, davanti la sede dei Cavalieri Frentani e la Sala Panel la cerimonia di inaugurazione.

Nella stessa il saluto degli organizzatori e del Sindaco, l’intervento del critico d’arte Antonio Picariello, poesie recitate da Pasquale Di Lena, la laudata di S. Pardo recitata da Manfredi Saavedra Perrotta , la consegna di cesti di prodotti locali agli scultori provenienti dalla Lombardia da parte delle aziende produttrici e un buffet per tutti i presenti. Il Taglio del nastro del Sindaco e di un rappresentante del Centro Anziani a simboleggiare l’ auspicio della vicinanza ai più deboli delle Istituzioni.

Nell’estemporanea saranno esposte anche alcune opere della pittrice Sofia Abalmasova.

L’estemporanea ha come titolo “ Scolpiamo la Nostra Terra “: nella stessa gli artisti realizzeranno anche delle sculture utilizzando materiali dei nostri luoghi, l’arenaria, chiamata localmente  tufo,  e l’ulivo. Un blocco di arenaria, un ciocco di olivo, grazie alla manualità e alle capacità espressive degli artisti, sotto l’azione di scalpelli e altri attrezzi di lavoro prenderanno una forma capace di trasmettere un messaggio ed emozioni.

Così come gli artisti danno con il loro lavoro forma ed un volto riconoscibile ad un blocco di pietra o a un pezzo di legno, tutti gli abitanti di un luogo con il loro lavoro danno un volto riconoscibile alla loro Terra : tutti noi, quindi , scultori dei nostri luoghi.

Una comunità deve lavorare per dare un volto riconoscibile al proprio territorio, fatto di tradizioni , paesaggi, prodotti, preziose risorse umane : solo con un volto originale e distinto possiamo vincere,poiché con la nostra identità culturale ben delineata e allacciata al nostro Territorio, diventiamo unici, senza competitori , quindi capaci di dominare sul mercato. Per concludere, la scultura come esempio, scuola per una comunità che vuole tornare a essere grande, per questo, tutti insieme, SCOLPIAMO LA NOSTRA TERRA.                                     

                                                                                                                          Marcello Pastorini