La riunione del Comitato
vitivinicolo regionale
IL
VINO DOC “TINTILIA DEL
MOLISE”
Quando il successo rischia
di dare alla testa e portare
in errore i produttori. Ciò
vale per chi la produce, ma,
anche, per chi non ce l’ha e
la vuole avere là dove c’è
già una viticoltura di
successo.
Una settimana fa, nella
seconda riunione del
Comitato vitivinicolo
regionale, è tornata alla
ribalta la “Tintilia”, il
vino molisano per
eccellenza, con la richiesta
dei viticoltori della fascia
litoranea e delle cantine
cooperative, di permettere
il suo riconoscimento doc
anche nelle aree oggi
escluse dal disciplinare,
che parla dei 200 metri di
altitudine, quale limite
minimo sotto il quale è
possibile coltivare questo
vitigno, ma solo per dare un
vino da tavola.
E’ bastato un momento di
notorietà di questo vitigno,
che occupa, attualmente, una
superficie di 19 ettari, in
attesa di diventare 35, se
le richieste di 15 o 16
ettari di nuovi impianti si
trasformano in vigneti, per
far scattare la richiesta di
cambiare.
Per rendersi conto del
successo che oggi vive la “Tintilia”,
vino doc del Molise, basta
raccogliere tutti gli
articoli apparsi sulle
riviste specializzate ed i
commenti positivi,
spassionati e convinti, di
qualificati esperti e di un
numero crescente di
consumatori; pensare ai
riconoscimenti ricevuti con
la partecipazione in
concorsi importanti ed al
ruolo di richiamo svolto in
occasione dell’ultimo
Vinitaly, uno dei principali
momenti di incontro sul vino
al mondo; capire il
significato della scelta dei
due autori di un bel libro
della Sellerio editori,
“Dalla fame alla sazietà”,
di renderla metafora della
riscoperta dei valori e
delle risorse del territorio
italiano; vedere la gioia
che segna il viso dei
produttori di questo vino;
riflettere sul fatto che,
grazie all’impegno
dell’Assessore
all’Agricoltura, Di Sandro,
ed all’entusiasmo di Michele
Tanno, il vino Tintilia ha
avuto l’onore di avere una
pubblicazione tutta per sé,
un bel libro che serve a
rendere ancora più prezioso
questo vino.
Un successo, esploso
all’improvviso, che, non a
caso, coincide con quello
che vive la vitivinicoltura
molisana, con tutti i suoi
vini e tutte le sue aziende,
siano esse di produttori
singoli o associati.
Una realtà che, in pratica,
sta ritrovando, con la
Tintilia, la identità persa,
al punto da collocarla,
subito, sul gradino più alto
dell’immagine e renderla,
così, grande protagonista.
Un successo significativo
quello del vino Tintilia,
che premia il Molise e la
sua vitivinicoltura, e
lascia pensare, visto che
siamo solo all’inizio di un
percorso, a quanti altri
importanti traguardi può
tagliare la vitivinicoltura
molisana, con la Tintilia e
tutti gli altri vini, e con
un quadro della situazione
così esaltante che sarebbe
grave errore toccare.
Personalmente trovo
sbagliato – ripeto quanto
già riportato dalla stampa
molisana questa estate e
riaffermato nel corso
dell’incontro - rimettere in
discussione un percorso
appena avviato, proprio nel
momento in cui il vino
Tintilia viene scoperto ed
apprezzato e, quando, si
comincia a capire
l’importante ruolo che è
chiamato a svolgere, come
quello di guidare e trainare
verso nuovi e più importanti
traguardi tutto il vino
molisano.
In questo senso ben vengano
le iniziative che portano
alla ricerca ed alla
sperimentazione, così come
sta facendo, sotto la guida
della Professoressa Iannilli,
un gruppo di docenti
dell’Università del Molise,
su mandato della Regione.
Ben vengano anche le
proposte che portano, quando
arriveranno i risultati
della ricerca, a definire
meglio il percorso in atto,
, ma forzare più di tanto
una situazione, in questa
fase molto delicata, rischia
solo di far saltare tutto
quello che è stato fatto con
fatica, intelligenza e un
pizzico di fortuna.
Se si ha la pazienza di
avere i piedi per terra e di
aspettare, si otterranno, ne
sono certo, risultati ancora
più esaltanti di quelli ad
oggi acquisiti. Soprattutto
se, invece di spostare a
valle la Tintilia, si dà al
Molise interno la
possibilità di vivere, con
la Tintilia, una nuova
espansione della
vitivinicoltura (sta qui il
significato del limite dei
200 metri s.l.m. imposti dal
disciplinare di produzione
della Doc Tintilia del
Molise” ), stimolando i
bravi e grandi produttori
della fascia litoranea a
spostarsi nell’interno, per
investire in Tintilia ed,
anche, in Moscato di
Montagano.
Questo per riportare ad
equilibrio ciò che è stato
squilibrato da vecchie
scelte; ripristinare i
valori del territorio, in
particolare dell’ambiente e
del paesaggio; offrire,
fatto decisivo oggi, ad una
agricoltura sempre più
marginale, una opportunità
forte, insieme alla
attuazione della
multifunzionalità, per
uscire dalla pesante crisi
che fa rischiare alle
aziende la chiusura.
Volendo mutuare un detto in
uso nel mondo del calcio,
dico che “realtà vincente
non si tocca”. Se qualcuno,
però, sta forzando per
toccare e cambiare questa
realtà c’è da pensare che
vuole la sconfitta per sé e
per gli altri. Il Saggio
dice “mai svegliare cane che
dorme”, perché è pericoloso.
Pasquale
DI LENA