Nel “Giardino” non c’è spazio per gli olivi.
Il 33% dell’olio extravergine prodotto in Molise è ottenuto da olive della cultivar Gentile di Larino. Nella nostra Regione, Larino è considerata un riferimento importante per l’olivicoltura, basti pensare che, per ora, l’unica Sala Panel pubblica aperta e funzionante in Molise, è presente nella nostra Città presso il Palazzo Ducale.
Tra i più bravi assaggiatori d’olio, in Molise, vi sono cittadini di Larino compreso il Capo Panel.
E’ notizia degli ultimi giorni che un cittadino di Larino ha vinto , nelle Marche, un concorso di potatura battendo 62 addetti ai lavori provenienti da diverse zone d’Italia. Nella stessa manifestazione ha ben figurato uno studente dell’unico istituto tecnico agrario del Molise. L’olio di Larino ha ricevuto riconoscimenti importanti già in concorsi dell’inizio Novecento. Dal punto di vista paesaggistico la Città è immersa in un glauco mare di Olivi, questi alberi rendono il nostro paesaggio affascinante agli occhi dei pochi turisti stranieri che per caso visitano la nostra Terra . Tre cultivar sono tipiche di Larino la famosa “ Gentile di Larino”, la “Salegna” e all’unica che produce olive da tavola abbiamo dato il nome del nostro Santo Patrono : “ a uelive de S. Parde “. Il 26 maggio , S. Pardo, nostro Santo patrono, un ramo del nostro albero è portato su ogni carro, come richiesta al nostro protettore, di protezione del raccolto e di abbondanza alimentare. Uno dei canti popolari, tipico di Larino , è a “ fronne da uelive “, canto di lavoro e d’amore.
Diverse persone sono impegnate nelle pratiche colturali dalla potatura alla raccolta, diversi i frantoi funzionanti nella nostra Città che hanno comportato investimenti notevoli, che pesano gravemente sulle spalle dei proprietari . Due cooperative di produttori con sede operativa a Larino con migliaia di soci anche di diversi altri paesi molisani. Larino è ancora, grazie alla resistenza di Pasquale Di Lena, sede legale delle Città dell’olio che comprende alcune centinaia di comuni italiani e, non ultima, sede del prestigioso premio “Goccia d’Oro” organizzato dall’Arsiam..
Quindi l’olivo rappresenta per Larino un bene culturale, una risorsa paesaggistica, la tradizione, una fonte economica, un nostro punto di forza a livello regionale e extraregionale, un elemento determinante della nostra identità, un aggancio per richiedere una specialità universitaria.
Per questo dispiace dal candidato Sindaco Guglielmo Giardino vedere affossare, nella trasmissione di Teleregione andata in onda sabato sera, l’immagine di Larino regina dell’olivicoltura .
Cosa avranno pensato i produttori quando hanno sentito dire da Giardino che in fin dei conti Larino ha sì un olio di qualità ma non produce tanto olio e il fatturato riferito a questo ambito economico è solo di uno o due milioni di euro, per cui è meglio puntare su altro? Ma soprattutto come hanno preso queste dichiarazioni politiche tutti i frantoiani e i lavoratori del comparto ? Cosa devono fare i soci forestieri delle cooperative di Larino, chiedere di poter trasferire la sede nei propri paesi visto che la nostra Città non produce tanto olio ?
La cosa assurda che lo stesso candidato è un produttore d’olio extravergine : cosa vuole farsene, il candidato Giardino dei propri uliveti ? regalarli al primo che passa o cosa ?
Il fatturato legato alla vendita del nostro olio è basso anche perché i politici non sono riusciti, tranne il forte e isolato interessamento del Candidato Pasquale Di Lena, a valorizzare la nostra preziosa risorsa. Pasquale Di Lena , voglio ricordare ai larinesi, oltre a fondare, nel 1994, le Città dell’olio, ed a dare un suo particolare contributo al riconoscimento della Dop “Molise”,si è interessato , suo lo studio di fattibilità, della nascita , presso l’ex Seminario Vescovile in Piazza Duomo, dell’Università dell’olio.
Il prezzo del nostro olio, a parità di qualità, è molto più basso rispetto agli oli abruzzesi, umbri , toscani…..
La ricchezza è frutto della capacità di produrre qualità e di promuovere e valorizzare i beni con le istituzioni a fianco dei produttori, è essenziale questa sinergia per vincere sul mercato. Le Sue dichiarazioni, Dr. Giardino, non giovano alla nostra economia e alla valorizzazione del nostro prodotto, anzi mettono in crisi gli operatori che hanno investito capitali nel settore olivicolo.
A Brisighella , nella solita Emilia Romagna, produttori di alcune decine di quintali d’olio extravergine sono riusciti ad ottenere una meritata DOP che opportunamente valorizzata permette la vendita del prodotto ad un prezzo che dalle nostre parti rappresenta un sogno. Eppure, nella nostra Larino, diversi produttori producono un ottimo olio, ma si ritrovano da soli e sono costretti a svenderlo per pochi spiccioli. Con il suo ragionamento si ritroverebbero ancora più soli, nel momento in cui non vede in questo prodotto che rappresenta così bene il nostro territorio e, con esso, la nostra identità, il ruolo di motore di un nuovo tipo di sviluppo che, altrove, sta dando e non da oggi, risultati in termini di occupazione , reddito e di immagine.
Ad un prodotto ben promosso e valorizzato si accompagna poi lo sviluppo del turismo enogastronomico, paesaggistico-naturalistico e culturale.
Dr. Giardino Lei non immagina neanche quanti posti di lavoro ha prodotto il paesaggio delle dolci colline toscane reso unico dai cipressi ( Cupressus sempervirens). In Toscana politici come Lei avrebbero, a torto , detto perché piantare i cipressi visto che non producono né olio e né frutti? . Le colline della Toscana sono invase, poiché attratti da quel paesaggio, da migliaia di ben paganti turisti.
Nella nostra realtà i produttori sono lasciati soli dai politici e la Sua dichiarazione , purtroppo ne è la testimonianza ! Certo si deve puntare anche ad altre attività produttive, primo fra tutte ad un’area artigianale con imprese di piccole medie dimensioni e a conduzione familiare, allo sviluppo di un turismo di nicchia, facendo leva sui beni architettonici,archeologici, storici , naturalistici-rurali e tradizionali .
L’olivicoltura rappresenta il “ volto “ della nostra Terra, non considerare la nostra identità culturale all’interno di un quadro complessivo di sviluppo economico è un suicidio politico !
Nonostante tutto alcuni produttori , grazie alla loro tenacia, alla loro energia, bravura e forza, riescono ad avere belle soddisfazioni, a vendere il proprio olio e vino anche all’estero, addirittura, per il vino , in Asia, a vincere premi importanti a livello nazionale, come ultimamente è stato riportato dalle emittenti locali :ma cosa sarà della nostra agricoltura e dei nostri prodotti quando questi difensori della nostra economia e identità culturale si arrenderanno poiché lasciati da tanto tempo da soli ?
Ufficio Stampa
LarinoViva

