Come  nel  film

     di  Tom Hancks …

                      Claudio  de  Luca

 

         Nel 1997, un ricercatore che cominciava già ad essere famoso, si recò a Guglionesi per partecipare ad un “consulto” sullo stato di salute di un paziente risultato affetto da un tumore neuroendocrino, esternatosi con contorni piuttosto complessi. Fu proprio in quella occasione che egli apprese essere tanti i casi di cancro registrati sino a quel momento. Dall’evento, sortì, prepotente, l’ispirazione; e, nel 1998, una piccola casa editrice (la PERSEO Libri) pubblicò il medical thriller di Mariano BIZZARRO, che era poi il consulente convocato a Guglionesi e che oggi è divenuto un noto divulgatore scientifico di RAI DUE, animatore della trasmissione Voyager, ai confini della conoscenza. Docente di biochimica all’Università La Sapienza di Roma, l’autore raccontava appunto – ne  “Il caso del 238” - dell’epidemia tumorale registrata in Molise. Nel centro prossimo a Termoli, quel romanzo di fantabiologia, forse, sarà pure arrivato, ma comunque quell’opera oggi risulta introvabile, al punto di dovere presumere che, a leggerlo, saranno stati veramente in pochi. Ciò che importa è che BIZZARRO aveva individuato quel fenomeno molisano con molti anni di anticipo. Ma non si comprendeva ancora, sino a qualche tempo fa, cosa avesse potuto favorire il diffondersi del cancro. L’Autore (poi che di un romanzo si tratta) ne attribuiva l’origine – poco scientificamente – ad uno stagno, che avrebbe fatto da incubatrice ad un virus tanto pericoloso; cosicché, dopo la scoperta, alla fine i dottori riescono a prevalere nella guerra ingaggiata contro quel male così oscuro. Di contro, nella realtà molisana il felice the end non può essere registrato. I malati continuano ad essere tanti, e i medici del luogo assistono impotenti all’incremento dei valori statistici di questa patologia, mentre le liste di pazienti chiamati alla chemioterapia o alla frequenza del vicino Centro oncologico di San Giovanni Rotondo continuano a lievitare. Nella coltre di silenzio, distesa su questo letto di dolore da una Stampa locale che appare disattenta, si registra la protesta di chi  (i componenti dei Comitati civici della zona) ebbe a lanciare, appena l’anno scorso, un “Libro bianco contro il silenzio”, che altro non è se non una raccolta anonima di vicende, inanellata l’una dietro l’altra, che finisce con il rendere pubbliche le storie di quanti sono divenuti i protagonisti, gli sconfitti, di una malattia così subdola. Il risultato tangibile è stato che oggi persino la classe politica pare molto più disposta ad ammettere che la situazione non è bella. Ma cosa potrebbe nascondersi dietro lo stagno, focolaio dei virus, intravisto dalla fantasia romanzesca di BIZZARRO?

         Ora è possibile fornire un dato ufficiale: la località Macchie di Guglionesi è infetta fin nel midollo. Come tale, il sito è stato inserito, già dal 2002, nel Programma nazionale di bonifica e di ripristino ambientale, traendone un finanziamento per un importo di 1.446.079 euro. La cifra in questione è veramente ragguardevole, e trova riscontro, nero su bianco, oltre che in un documento ufficiale della Regione Molise, pure nell’articolato di una legge, la n. 468 del 2001, ed in quello di un decreto ministeriale (recate la data del 16 ottobre 2002). L'intervento di bonifica in discorso concerne un vecchio impianto, esteso per circa otto ettari, autorizzato nel centro usconio per la selezione del pattume domestico, da ridurre successivamente in composta. All’impianto era stato poi annesso un allevamento di lombrichi, alimentati appunto con il concime organico ottenuto. Purtroppo, però, col tempo, era stata posta in essere una gestione impropria ed abusiva della discarica dove venivano depositati, oltre che rifiuti solidi urbani, anche quantitativi ingenti di rifiuti civili ed industriali. Tale comportamento aveva finito con il pregiudicare la situazione ambientale in quella zona del Basso Molise, dal momento che gli inquinanti presenti (soprattutto cromo e mercurio), dilavati dalle acque superficiali scorrenti lungo le numerose piccole incisioni dell'area, si erano infiltrati nel terreno raggiungendo la falda idrica subsuperficiale. La discarica in questione fu bene presto sottoposta a provvedimento inibitorio dell’Autorità giudiziaria, che ne ordinò la chiusura. Il sito venne considerato di interesse nazionale e fu inserito nel Piano nazionale di bonifica, elaborato dal legislatore con il decreto ministeriale n. 486 del 2001.

         I fatti sin qui citati sono ufficiali per essere stati desunti dalle informazioni tratte da atti amministrativi dell’Agenzia regionale e dell’Assessorato regionale all’ambiente oltre che dell’Amministrazione provinciale di Campobasso. Estrapolando i dati, è stato possibile evincere che i siti in cui si è finito con l’accertare una situazione di contaminazione (per cui è stata avviata una formale procedura di bonifica) sono, oltre a quello della vecchia discarica di Guglionesi, anche altri tre, ubicati a poca distanza, nel Nucleo industriale di Termoli, dove sono localizzate imprese rientranti nella disciplina dei rischi derivabili da incidenti rilevanti. Nella ricerca, si è fatto riferimento pure alle indicazioni dell’APAT (che è l’Associazione che riunisce le varie agenzie regionali per l’ambiente) e di quelle contenute in una specifica pubblicazione del 2001, intitolata “Verso l’annuario dei dati ambientali”, che utilizza informazioni quantitative, patrimonio del Ministero dell’Ambiente. Secondo la fonte APAT, sul territorio molisano sono rilevabili venti siti, definiti potenzialmente contaminati, con una previsione - a medio termine - di interventi da attuare almeno nei confronti di cinque di essi; ma, allo stato attuale, la Regione non ha ancora istituito l’Anagrafe dei siti contaminati, seppure occorra porre in evidenza che almeno la deliberazione di Giunta regionale n. 288 del 25 febbraio 2002  (recante “Norme per l’elaborazione e l’attuazione del piano di gestione dei rifiuti”), dedica il suo Titolo VIII proprio alla messa in sicurezza e alla bonifica dei siti nostrani inquinati, stabilendo l’istituzione dell’Anagrafe di cui all’art. 17, comma 12, del decreto legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997.

 

                                                                                                                                                                   Claudio  de  Luca

                                        Sintesi dell’Autore degli articoli

                                          comparsi sui numeri 5 e 6/2006 del mensile  IL PONTE